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Focus Don sardelli
DON SARDELLI IL MAESTRO DELLA SCUOLA 725 TRA I BARACCATI DELL'ACQUEDOTTO FELICE

Ordinato sacerdote nel 1965, durante i suoi studi filosofici e teologici ebbe modo di incontrare Don Lorenzo Milani e la sua scuola di Barbiana del Mugello e in seguito vivendo a Lione per un lungo periodo entrò in contatto con l'esperienza dei "preti operai". Nell'autunno del 1968  fu inviato come collaboratore parrocchiale della parrocchia di San Policarpo a Roma. Fin dai primi giorni, tramite alcuni ragazzi chierichetti venne a sapere che a cento metri alle spalle della chiesa parrocchiale, lungo gli archi dell'Acquedotto Felice, c'era un nutrito insediamento di baraccati. La realtà non gli era sconosciuta, ma trovarsela a pochi metri dal suo impegno pastorale lo spinse ad approfondire la conoscenza e i bisogni dei baraccati. Questi erano dei migranti provenienti dalle regioni più povere del Sud Italia, (Sicilia, Calabria, Abruzzo e Basilicata) che a causa del loro bassissimo salario non potevano permettersi di pagare l'affitto. Per alcuni giorni Don Roberto frequentò il borghetto e poi decise di fare una scelta radicale: andare a vivere con i baraccati.

 

"... Le "case" si snodavano lungo gli archi dell'Acquedotto le cui mura, da una parte e dall'altra, offrivano un sicuro sostegno alla fragilità e provvisorietà delle altre. Davanti ad ogni baracca era stato ricavato un piccolo giardinetto per la coltivazione degli ortofrutticoli necessari per la famiglia. Spesso in questi piccoli spazi che, nelle loro dimensioni, riproducevano la loro cultura agricola, si organizzavano anche piccoli allevamenti di conigli e polli  funzionali alla modesta e precaria economia domestica. Nello stesso spazio veniva scavato un pozzo nero per il sovrastante bagno.

 

La scuola 725

"Quasi tuttii ragazzi frequentavano la vicina scuola pubblica sia elementare che media, ma segnati dal disagio sociale, ne venivano anche emarginati. Molti rifluivano nelle classi differenziali che erano il grado più basso di scolarizzazione offerto: insegnanti scadenti e poveri di motivazione, classi ricavate in spazi ristretti e provvisori. I giovani della parrocchia, in quegli anni di risveglio sociale (erano gli anni sessanta), pensarono di organizzare un doposcuola, per colmare dal punto di vista nozionistico, i vuoti della scuola pubblica. Don Roberto si accorse subito che non era questo il tipo di intervento di cui il borghetto, nel suo insieme, aveva bisogno. I ragazzi dovevano essere motivati dall'avventura del sapere inteso come mezzo per il loro riscatto sociale e culturale. Lo spazio scolastico doveva essere il loro spazio comune, dove il rendersi coscienti della situazione di emarginazione in cui erano costretti a vivere, era la via per uscirne con dignità e a testa alta. Nacque così la Scuola 725, dal numero della baracca che la ospitava (la baracca 725).  

 GLI INCONTRI DOCUMENTATI DA MEDIATECA ROMA:

 

Biblioteca Raffaello

Presentazione del libro "Il neo di Francesco", coordina Massimiliano Maria De Paolis responsabile della biblioteca, intervento di Pierangela Frau (CINEST), partecipa l'autore Don Roberto Sardelli che ha vissuto tra i baraccati dell'Acquedotto Felice dove nel 1968 ha fondato la "scuola 725".

 

Il fondo Don Sardelli

donato alla biblioteca parte del materiale relativo all'esperienza della scuola 725: articoli di giornali, alcuni suoi libri, i disegni e gli scritti dei bambini, la sua chitarra con la quale si faceva "ricreazione" e la macchina per scrivere usata per tutte le lettere pubbliche ideate dai ragazzi delle baracche dell'Acquedotto.

 

Incontro a cura di: Cinest rete, Cinest - Comitato di Quartiere Cinecittà Est, Libera Internazionale, Comitato di Quartiere Osteria del Curato, Rete territoriale Cinecittà Bene Comune. Interventi del pubblico e testimonianze di chi ha vissuto quegli anni e l'esperienza della scuola 725

 

Biblioteca Elsa Morante

Presentazione del libro "Vita di Borgata. Storia di una nuova umanità tra le baracche dell'acquedotto Felice a Roma, uno spaccato della periferia romana". Partecipa l'autore Don Roberto Sardelli, coordina  Anna Cirilli responsabile della ludoteca "L'isola del tesoro" di Ostia e Desiré Cottone autrice della  tesi di laurea   "La Scuola 725 di Don Roberto Sardelli - lo sviluppo della coscienza di se in un borghetto di Roma" .

 

 

 

 

"...Ora ci si poteva dedicare a quel lavoro didattico e pedagogico che superava, inglobandolo, il sapere nozionistico. Ogni giorno il giornale veniva portato in classe e si squadernava sotto gli occhi dei ragazzi la realtà di quegli anni: Avola, Battipaglia, il Vietnam, la Cina, il Nord-Est brasiliano, le lotte degli edili romani, la lotta per la casa, i temi dell'emarginazione che affliggevano gli stessi baraccati".